EVENTI PASSATI

…dalla voce di chi c’era… grazie Paola

Breve amarcord
In origine era il “Gruppo giovani”, di cui faceva parte anche il nostro sindaco, ad organizzare la “festa nel parco del castello”, allora ancora di proprietà della famiglia Mazzone, che ogni anno concedeva la possibilità dei festeggiamenti in cambio di laute cene alla signora Guzzelloni e alla sua famiglia (spesso il figlio Carlo, qualche volta la nipote Paola, a volte anche qualche altro parente ora non più identificato).
Si adoperavano per la riuscita della festa alcuni già adulti che coordinavano soprattutto i lavori di montaggio delle poche attrezzature che si avevano e della cucina, che veniva pianificata da qualche uomo appassionato e soprattutto da tante signore che, partendo dal primo pomeriggio, incominciavano a pelare le patate, a mettere su il minestrone (specialità indiscussa di Aldo Galvagno), a occuparsi della preparazione soprattutto dei ravioli ( già precedentemente confezionati in tante serate ridanciane e serene); molti ragazzi davano il loro contributo arrangiandosi come meglio potevano, organizzando le prime serate di discoteca di tutta la valle, perfettamente riuscite, che facevano arrivare a Saliceto tanti giovani che ballavano fino alle ore piccole, serate immancabili di ballo liscio e la classica serata dedicata al teatro.
Poco per volta la festa in castello cominciò ad avere un successo sempre più grande, tanto che si tentarono i primi esperimenti per far aumentare anche la qualità di ciò che si proponeva; ed ecco l’orchestra spettacolo di Daniele Comba che ha fatto registrare il tutto esaurito in ogni angolino del parco per alcuni anni, l’orchestra dei “Langaroli”, (o “Longaroli”, come si ostinava simpaticamente a dire Giovanni Beraudo), seguitissima su “Telecupole” è stato un altro grande successo di gradimento e di pubblico; alcune “chicche” come la “Treves blues band” e la “Davide Gnola blues band” hanno dato un tocco di qualità per intenditori e appassionati del genere musicale, fino al concerto di Enrico Ruggeri, fortemente dibattuto e osteggiato da alcuni saggi che sostenevano che fosse un azzardo, dati i costi e il rischio di non riuscire ad incassare la somma necessaria per poter saldare il conto (salato peraltro, mi pare di ricordare 12 milioni di lire nel 1986).
Come tutti sappiamo, il “Gruppo giovani” venne poi soppiantato dalla “Pro loco Saliceto”, che ebbe in Carlo Cellario il suo presedente più longevo e molto amato, nonostante la sua proverbiale avversità per ogni seppur minimo lavoro manuale, che veniva sopperita alla grande con la sua appassionata dedizione alla/alle causa/e della Pro loco e con la sua immancabile, autorevole e originale presenza.

Ci sarebbero mille situazioni, avvenimenti e momenti ancora da ricordare, ma non credo che vi siano utili, per cui termino così questo breve e anche un po’ nostalgico ricordo dei bei tempi andati.